A Gentile Richiesta……

 

Pubblicato in:  on Novembre 24, 2008 at 10:21 pm Commenti (19)
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Belle Epoque..

 

 

Diantha

Pubblicato in:  on Novembre 21, 2008 at 4:06 pm Commenti (9)
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River Flows In You…by Yiruma.

Pubblicato in:  on Novembre 12, 2008 at 12:01 pm Commenti (9)
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Tradimento……

 

Le dieci cose da sapere se si deve confessare al partner un tradimento

La prima regola è negare sempre, anche l’evidenza, ma se occorre parlare, il discorso va impostato in modo giusto

 Confessare al proprio partner un tradimento può alleviare i sensi di colpa, ma rischia di trasformare la propria vita in un inferno. Lo sanno bene i più incalliti Don Giovanni che spesso negano una relazione extraconiugale anche davanti a prove inconfutabili.

Un articolo pubblicato sul sito web del Times di Londra sembra sdoganare questa filosofia del silenzio.

 LE DIECI COSE DA SAPERE

 Alla fine prima di “vuotare il sacco” ogni fedigrafo pentito dovrebbe pensare a ciò che va incontro e ricordare queste 10 importanti verità: 1) Essere infedeli non e’ una cosa comune come tante persone credono. Una ricerca del 2006 condotta dalla Bbc su un campione di 46.000 persone rivela che solo un marito su cinque e una moglie su dieci hanno tradito il proprio consorte durante la loro vita matrimoniale. Messaggio sottinteso del Times : «Non cercate di salvare il rapporto di coppia con la falsa verità, che tutti tradiscono» 2) Se durante un viaggio di lavoro si commette eccezionalmente un adulterio e il proprio partner non ha modo di scoprirlo, chi vuole preservare il proprio rapporto di coppia deve sapere che l’onesta non e’ necessariamente la migliore stategia da adottare. 3) I sensi di colpa ti attanagliano e vuoi un giusto consiglio? Allora rispetta il tuo partner e invece di rivolgerti ad un amico, chiedi un parere ad una persona davvero terza. In Inghilterra vi sono «i consiglieri telefonici», veri e propri professionisti, che alla modica cifra di 45 sterline all’ora offrono i propri pareri su qualsiasi questione amorosa (In Italia purtroppo tanti partner infedeli e pentiti continuano a rivolgersi a cartomanti televisive). 4) Se la relazione extraconiugale è in corso e c’è la possibilità che qualcun altro possa rivelare il tradimento al tuo partner, anticipalo e confessa tutto. Aver ceduto per una notte alla tentazione può essere perdonato. Chi mente invece non è mai perdonato. 5) Non si può compromettere la salute sessuale del proprio partner. Se sei stato così sciocco da fare del sesso non protetto fai dei controlli. Naturalmente alcuni virus che si trasmettono per via sessuale come quello dell’HIV s’individuano solo dopo almeno tre mesi dal rapporto sessuale occasionale. Dunque in questi casi bisogna confessare sempre la verità al partner affinché  lui o lei possano sottoporsi agli stessi controlli medici. 6) Quando confessi il tradimento al tuo partner il tuo motivo ispiratore dovrebbe essere un genuino desiderio di cambiare o terminare con delicatezza la propria relazione amorosa. Mai confessare per alleviare il proprio senso di colpa, per sfogarsi o per pareggiare i conti. 7) L’infedeltà è spesso un sintomo, non una causa, delle difficoltà in una relazione e confessare potrebbe rafforzarti nell’affrontare questioni fondamentali. Ad esempio, se tu sei ubriaco o hai preso qualche droga durante le tue relazioni extraconiugali, il tuo vero problema forse non è la fedeltà, ma la tua dipendenza da droga e alcol. 8 ) Frank Pittman, uno psichiatra esperto di relazioni affettive, dice che ci sono 4 tipi di infedeltà: a) l’infedeltà involontaria (si tratta di un rapporto non voluto che capita a volte quando si e’ ubriachi o a causa della propria negligenza); b) il tradimento romantico (incontri qualcuno che e’ meraviglioso mentre tu stai vivendo una grande crisi nella tua vita) c) l’accordo matrimoniale (e quel tipo di tradimento che ti conforta mentre tu stai vivendo un matrimonio che non vuole finire e non vuole rinascere); d) il tradimento del donnaiolo (quello vissuto dagli uomini che hanno continuamente bisogno di affermare la loro virilità). 9) I rapporti extraconiugali sono la principale causa di divorzio. 10) Solo il 3% di 4100 uomini infedeli alla fine lascia la propria moglie e si sposa con l’amante. Inoltre il 75% delle persone che sposano le loro amanti prima o poi divorziano

  I lettori del Times sembrano approvare i suggerimenti del Times e confermano che l’infedeltà è qualcosa che dovrebbe essere confessata in casi davvero rari. Ad esempio il londinese Harry commenta: «Il mio desiderio di correre dietro ad ogni donna è scritto nel mio Dna come lo è scritto in ogni Dna maschile. Io non sento rimorsi o sensi di colpa per quello che è parte della natura.

Altri lettori invece raccontano i loro sensi di colpa, ma rimpiangono la breve stagione fedigrafa: «Ho avuto una breve relazione clandestina con una mia collega di lavoro» scrive J.B. « E’ stata una cosa sbagliata e non avrei dovuto farla, ma mai nella mia vita mi son sentito più vivo come in questo breve momento della mia esistenza. Abbiamo di comune accordo deciso di porre fine a questa relazione clandestina perchè entrambi abbiamo una famiglia e delle responsabilità, ma ciò mi ha fatto capire quanto veramente noiosa e brutta sia mia moglie». Infine c’e’ chi, come Carrie, ricorda quali beni materiali, e non, può togliere una relazione extraconiugale: «Ho divorziato da mio marito, dopo una relazione via internet che è andata troppo lontana. A lui è costata la sua casa, la macchina, la moglie ed i bambini».  

≈ 

E voi che cosa  pensate in merito al tradimento?

Si deve confessare o negare sempre?

E……fare un privato su…….

Riv

 

lo considerate un tradimento…(anche se virtuale?)

 

A voi….l’ ardua sentenza……

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Pubblicato in:  on Ottobre 31, 2008 at 1:39 pm Commenti (14)
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Revival 68?

 Sono passati 40 anni dal maggio del 1968, il maggio Francese, i giorni degli scontri in piazza divenuti il simbolo della ribellione giovanile di quelli anni, che interessò anche i principali paesi europei e gli Stati Uniti. 

Nella metà degli anni  sessanta l’ occidente era la parte più ricca  e libera del mondo,il cosiddetto miracolo economico,tutti avevano da mangiare,quasi ovunque c’era diritto di  voto e di libera espressione.L’alfabetizzazione era aumentata, anche i figli delle classi sociali meno abbienti  potevano ambire ad avere una cultura universitaria, nel passato unico privilegio delle classi borghesi.Sembrava quindi che mai prima l’uomo fosse stato così bene come in quel periodo e in quella parte di mondo.

Eppure proprio in quel periodo, 1965 o giù di lì, nell’occidente fermentò la grande rivolta che sarebbe esplosa poco dopo.Dall’America all’Europa, un’ intera generazione mostrò di non accontentarsi affatto di quel mondo, libero e ricco, che i genitori avevano preparato per loro,benessere e libertà, per quei giovani erano cose scontate, mentre per i loro padri erano stati valori conquistati col sudore e con il sangue.

Si puntava il dito contro le società occidentali considerate ottuse e ipocrite ,una lotta contro i valori scandita con  Slogan del tipo : Sesso,droga e rock and roll, peace and love, l’utero è mio e lo gestisco io,vogliamo tutto e subito, l’ immaginazione al potere, vietato vietare e tante altre, si coltivava l’idea insomma che la vita fosse solo divertimento, abbandono ai piaceri immediati,un’idea ingenua e utopica come se bastasse una canzone, un corteo uno slogan per cambiare il mondo.La conseguenza fu una lotta contro l’idea di responsabilità, l’indulgenza verso comportamenti antisociali, rifiuto delle idee di progetto e di significato della vita.In questo modo venivano costruite nuove illusioni che creavano di conseguenza delusioni la cui colpa era sempre però degli altri, il cosiddetto sistema, e le illusioni che la vita nel concreto non poteva offrire venivano sostenute da fattori esterni quali le droghe che si pensava fossero strumento di liberalizzazione personale.

L’idea di libertà senza responsabilità si estese pure alla vita affettiva, il sesso per la prima volta veniva slegato dall’ amore, dalla procreazione,da un progetto familiare,le femministe ritenevano la procreazione una schiavitù biologica da bandire e ricalcavano modelli di comportamento maschile.In quelli anni si ebbero esperimenti (falliti presto) di coppie aperte e di “comuni”, in cui si divideva tutto, anche il partner.Tutti i sentimenti erano banditi, in quanto considerati borghesi.

La lotta contro il merito, il famoso sei politico di quegli anni  portò all’appiattimento della cultura, tutti dovevano essere uguali, superficiali, svogliati e impreparati, si lottava contro l’unicità e la capacità dell’ individuo di uscire dal gruppo e primeggiare per la propria capacità.

La scuola non doveva fare educazione civica, nè insegnare nozionismo, ma doveva essere un luogo di socialità (tipo cortile) dove fomentare confuse e interminabili assemblee e ordire manifestazioni tanto per essere definiti impegnati.

Tutte le autorità erano messe al bando, Stato,chiesa, scuola, famiglia.

Lo stato era considerato fascista, le forze dell’ ordine asservite al potere e provocatrici.

La famiglia era un’ istituzione borghese, i genitori dovevano diventare amici dei figli, quindi accondiscendenti ai capricci di questi ultimi, gli anziani erano matusa, le loro idee ed esperienze inutili.

Gli elementi che caratterizzarono quegli anni furono molteplici, lo stato “fascista”,la famiglia “borghese” “la rivoluzione” trovarono riscontro nel linguaggio dell’ideologia comunista che  con le sue inclinazioni settarie sempre in lotta tra loro(marxisti –leninisti, stalinisti e ortodossi etc ) riuscì ad egemonizzare il sessantotto europeo con i suoi derivati di violenza e politicizzazione esasperata.

L’ideologia comunista giustificava l’uso della violenza, i giovani si scontravano per la semplice appartenenza politica,o per i segni esteriori (per esempio il modo di vestire).Nelle università non era consentito volantinare o tenere manifestazioni a chi non fosse di sinistra.

La violenza, la lotta estrema portò alla nascita di gruppi estremisti quali “lotta armata” le brigate rosse, i gruppi armati proletari, prima linea, e il gruppo fascista Nuclei Armati Proletari, che crearono quel clima di terrore riconosciuto con il nome di “anni di piombo”.360 morti, agguati e azioni di guerriglia urbana per dieci  anni tennero banco nel nostro Paese.

La lunghezza di questo fenomeno (10 anni) sono stati una caratteristica italiana,causata dalla debolezza della classe dirigente di quegli anni, e la strumentalizzazione politica che del movimento fece (finanziato dall’unione sovietica)il partito comunista italiano.La contestazione colpiva chi in quel momento deteneva il potere e a giovarsene doveva essere chi era all’opposizione, e di quel potere voleva appropriarsi. Si canalizzavano abilmente le proteste  non importava cosa volessero o dicessero i manifestanti.

 

Furono in pochi quelli che ebbero il coraggio di manifestare il proprio dissenso, tra questi ricordiamo Pier Paolo Pasolini (anche lui di sinistra) che compose questi versi rivolti agli studenti della battaglia di Valle Giulia.

 

Adesso i giornalisti di tutto il mondo
(compresi quelli delle televisioni)
vi leccano (come ancora si dice nel linguaggio goliardico) il culo.
Io no, cari.
Avete facce di figli di papà.
Vi odio come odio i vostri papà.
Buona razza non mente.
Siete pavidi, incerti, disperati
(benissimo!) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori, sicuri e sfacciati:
prerogative piccolo-borghesi, cari.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti.
Perchè i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da subtopie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di essere stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo
 anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità (…)

Ma cosa resta oggi di quel periodo?

Dal punto di vista ideologico quasi nulla, sono rimasti nella storia tanti lutti, tanti giovani che hanno inseguito un sogno rovinando la propria vita.Una politica lassista che in quegli anni di accondiscendenza ha provocato uno spaventoso debito pubblico, sono rimaste pesanti scorie nella mentalità comune.Da alcune (l’idea che si potesse rinunciare al senso del dovere, al merito, al rispetto dell’autorità) iniziamo solo ora, con fatica, a disintossicarci. Le donne hanno iniziato a sviluppare un “femminismo” che non sia scontro, che valorizzi la diversità, che cerchi l’uguaglianza delle opportunità e non lo scimmiottamento di modelli maschili.

Da altre scorie, invece, fatichiamo a liberarci. L’idea di libertà personale senza responsabilità sembra ancora ben radicata. Magari aggiornata con l’idea che sia possibile plasmare il mondo la vita stessa (le questioni della bioetica e dell’ identità sessuale ) a proprio piacimento. Così come resiste l’idea che sia possibile cambiare la realtà manipolando il linguaggio.

Il guaio è che i sessantottini di ieri sono diventati i genitori di oggi, che hanno costruito famiglie disastrate, cresciuto (si fa per dire) i loro figli senza dare punti di riferimento. Ed oggi abbiamo il risultato che non sono molti quelli che riescono, da soli, a trovare una strada ; né ad unirsi, quando ce n’é davvero bisogno, per una mobilitazione generazionale costruttiva. Forse una delle maggiori colpe del Sessantotto è quella di aver ucciso la speranza dei giovani di poter essere protagonisti con proposte non velleitarie…

Una cosa va ricordata: i capi del “movimento” di allora hanno fatto strada, hanno raggiunto i vertici di quelle istituzioni (politiche, economiche, dell’informazione) che contestavano. Idealisti sulla pelle altrui.

 

Liberamente tratto dal libro dieci  anni di illusioni di Michele Brambilla.

 

 

 

 

Pubblicato in:  on Ottobre 23, 2008 at 2:02 pm Commenti (14)

Sondaggio!

Qual è la prima cosa che guardi in una donna?

Rispondete a questo sondaggio e se volete lasciate un commento.

Grazie!

 

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Pubblicato in:  on Ottobre 20, 2008 at 12:57 pm Commenti (11)

Fields of Gold….

 

Mi ricorderai quando il vento d’ovest si muove
tra i campi d’oro.
Dimenticherai il sole nel suo cielo geloso
mentre camminiamo tra i campi d’oro.
Così lei prese l’amore per fermarsi un po’
fra i campi d’oro.
Cadde fra le sue braccia e i capelli scesero
fra i campi d’oro.
Starai con me, sarai il mio amore
fra i campi d’oro?
Dimenticheremo il sole nel suo cielo geloso
distesi su campi d’oro.
Guarda muoversi il vento d’ovest, come fa un’amante
sui campi d’oro.
Senti trasalire il suo corpo, quando le baci la bocca
fra i campi d’oro.

Non ho mai fatto una promessa alla leggera
ce ne sono state alcune che non ho mantenuto,
ma giuro, nei giorni che ancora rimangono
cammineremo tra i campi d’oro.

Sono passati molti anni da quei giorni d’estate
fra i campi d’oro.
Guarda i bambini correre al calare del sole
fra i campi d’oro.
Mi ricorderai quando il vento d’ovest si muove
tra i campi d’oro.
Potrai raccontare del sole nel suo cielo geloso
quando noi camminavamo tra i campi d’oro.

 

 

 

 

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Pubblicato in:  on Ottobre 17, 2008 at 8:29 am Lascia un Commento

Stai davanti a me…

 

Sì, stai davanti a me,
che mai dimentico di te,
pensando a te.

Juan Ramon Jiménez

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Pubblicato in:  on Ottobre 13, 2008 at 2:49 pm Commenti (33)

Le ragazze……

Le ragazze sono come le mele sugli alberi.

Le migliori sono sulla cima dell’albero.

Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori, perché

hanno paura di cadere e ferirsi.

In cambio, prendono le mele marce che sono cadute

a terra, e che, pur non essendo così buone,

sono facili da raggiungere.

Perciò le mele che stanno sulla cima dell’albero, pensano

che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà

“Esse sono grandiose”. Semplicemente devono essere

pazienti e aspettare che l’uomo giusto arrivi, colui che sia

cosi coraggioso da arrampicarsi fino alla cima

dell’albero per esse.

Non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi avrà

bisogno di noi e ci ama farà

di tutto per raggiungerci.

La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per

essere calpestata, né dalla testa per essere superiore.

Ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere 

protetta e accanto al cuore per essere amata.

Saffo.

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Pubblicato in:  on Ottobre 7, 2008 at 8:08 am Commenti (2)

Passato..Presente…Futuro

  Il Presente, il Passato, il Futuro

 

Il passato: un legame con quelli che non siamo piú.

 

Molte persone vivono rimuginando in continuazione su eventi accaduti molti anni prima. Il passato, per loro, non passa mai e il presente non esiste se non come riflesso di rimpianti, rimorsi e ricordi in un gioco continuo di “se”:”se avessi / non avessi fatto…”, “se fossi / non fossi andato…”. Tutti questi pensieri formano una sorta di cordone ombelicale con situazioni ormai trascorse e con persone che magari non ci sono neanche più. L’incapacità di lasciarsi alle spalle ciò che non è più, è indice di una paura a modificarsi, a crescere e a separarsi da persone e cose. Questo preclude la possibilità di vivere appieno il presente, che è l’unico tempo che abbiamo.

 

Il presente: l’unico tempo che abbiamo.

Possiamo avere ricordi del nostro passato e fare progetti per il futuro, ma l’unico tempo che possiamo vivere è il presente. Eppure è anche quello che trascuriamo di più, rivolti come siamo in avanti o all’indietro. Così viviamo sempre più spesso fuori fase, disattenti a quello che il tempo attuale, momento per momento, ci offre. Sapere di essere qui, adesso, deve invece essere una cura contro le sofferenze del continuo paragone con quelli che avremmo dovuto essere o con quelli che dovremo diventare. Reali siamo solo noi adesso e il presente è l’unico tempo che contiene il segreto delle nostre potenzialità. L’unico che può permetterci di amarci per quelli che siamo.

 Il futuro: un progetto che ci ingabbia. 

La nostra epoca ci proietta tutti nel futuro della tecnologia e degli obiettivi da perseguire. Viviamo con uno scopo preciso, ad esempio acquistare una casa o raggiungere determinati standard di vita, e misuriamo le nostre capacità a seconda del nostro successo: se ci riusciamo ci sentiamo bravi, altrimenti dei falliti. Possedere delle mete nella vita è importante, ma sacrificarsi ad esse è stupido: non dobbiamo essere noi a vivere in funzione loro, ma devono essere loro ad adattarsi a noi. Altrimenti i nostri desideri, invece di essere strumenti di realizzazione e di piacere, si trasformano nei nostri giudici più severi.

 

 ≈ 

Affrettati a vivere bene e pensa che ogni giorno è in sé stesso una vita.

Lucio Anneo Seneca

 

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Pubblicato in:  on Ottobre 1, 2008 at 9:12 am Commenti (12)