Ecco qua, ieri sera sono crollato dal sonno e adesso alle cinque sono già sveglio.
Bene bene…. una volta scelto Sargent è difficile sbagliare quadro, tanto è diabolicamente bravo. Ma come nel caso di Boldini l’unico suo difetto è proprio questo, essere “troppo bravo”. Lui sa di esserlo e di questa dote naturale se ne compiace… spesso rimane “leggero” come un violinista virtuoso insomma, capace di stupire come un trapezista sul filo ma che invece fatica ad andare in profondità (averne comunque… come si dice. Tra l’altro, beato lui, fece una vita straordinaria, sempre in giro per l’Europa – pur essendo americano – in case e in alberghi lussuosisissimi, accompagnato da grande fama e conteso dalla committenza. Mi sembra di ricordare che fece circa quattrocento ritratti).
C’è però un piccolo trabocchetto… le tre riproduzioni qui sopra non sono tutte e tre prese da Sargent, la prima in alto è del nostro De Nittis. Anche questo “nostro” (di Barletta) per modo di dire, perché la sua notorietà se la conquistò a Parigi. Ecco un altro che deve frenare anziché accelerare, tanto è bravo.
Sia Sargent che De Nittis a me piacciono però… Sai, contemporanei a questi c’erano Manet e Monet (per fare due nomi che sembrano Cip e Ciop) ad esempio… altra cosa.
Ciao. E’ un po’ presto, ma adesso mi “colaziono” (è fino alle 5,30 che si può dire “colaziono”?).
Ba(cip) e ba(ciop)
Solo adesso vedo che nella didascalia prima del nome di Sargent c’è anche quello di De Nittis… cancello subito la parola “trabocchetto”.
Ba(cip) e ba(ciop) doppi… offro io.
S.
S.
Io non uso trabocchi….li ritengo da furbetti…e io non lo sono….per fortuna…(e sapevo che non c’era bisogno di scrivere in caratteri cubitali i nomi)
Ho davvero avuto l’imbarazzo della scelta su Sargent(che non conoscevo)ma ho messo due ritratti di fine e inizio secolo, si nota dalla diversità di abbigliamento e anche dai tratti stilistici.Riguardo De Nittis…ecco….di lui ho scelto questo dipinto..perchè mi ha colpito la nitidezza dei particolari,il viso della modella….nonchè la posa e il candore della vestaglia(difficile credo lavorare sui chiaro-scuri usando il bianco).(considerazioni da profana)
Penso….a quante cose riuscirei a fare….se non avessi il vizio del sonno, soffro se non dormo almeno 7-8 ore a notte….
Un bacio.
D.
Non lo avevo certo inteso come un trabocchetto malevolo, quanto piuttosto involontario e simpatico. Comunque, per l’affezionatissimo e gentile pubblico, hai fatto bene a chiarire.
Le tue osservazioni sono pertinentissime… il bianco è difficilissimo da dipingere (lo dicono i pittori, parlando ad esempio di quanto sia difficile dipingere la neve). Io potrei aggiungere che, altrettanto difficile è dipingere di bianco le pareti di casa… se c’è un errore, ancor più che nei quadri, lo vedi subito.
Dormi abitualmente sette ore? Beh… allora, se mai ti capitasse, come a me ieri, di addormentarti alle dieci, anche tu ti alzeresti alle cinque.
Qualche artista che piace a me? Tra quelli a noi ancora vicini? (ne prendo a caso alcuni col retino) Due pittori… Lucian Freud e Afro Basalbella. Due scultori: Arturo Martini e Alberto Giacometti…. no, dai, mettici anche Marino Marini e Fausto Melotti. Ma, ripeto, non è una graduatoria, sono quelli che ho pescato al primo colpo.
Ciao ciao.
S.
Ora sei con il bollino giallo….!!!! ahaha!!
E’ bene sempre chiarire…..io sono puntualizzatrice nata(ex deformazione professionale)…e il gentile pubblico….(visite notevoli, per Botero….(I’m so sorry)……passa ma non commenta…..e la cosa si fa inquietante…
Non credi?
Cmq, S. il mio blog sta diventando una galleria d’arte con annesso critico(tu)…grazie dell’elenco di nuovi artisti da esporre…valuterò come e quando inserirli, e spero sarai curioso di vedere la scelta delle opere che farò.
In ultimo….se mai mi capitasse….ma la vedo improbabile la cosa, di addormentarmi alle 10…mi alzerei ugualmente alle 8….
Amo la notte, ma gli impegni mi impediscono di far tardi, e detesto il mattino perchè gli impegni mi impediscono di dormire…quindi il problema sono gli impegni…eliminandoli amerei notte e mattina.
Un bacio.
D.
Ciao…
Le persone passano e non commentano e questo ti inquieta? Pensa che molte non passano e commentano lo stesso.
Ad esempio, lo sai che una buona parte delle recensioni che i giornali dedicano alle mostre sono scritte da “critici” (sic) che non si sono mossi da casa, facendosi mandare catalogo e relativi comunicati stampa da scopiazzare?
Altro che sesso virtuale…
Da “Inni alla notte” di Novalis:
“Non più nella luce abitarono gli dei
annunciati dalla sua faccia lucente.
Si avvolsero nel mantello della notte,
grembo immenso, nido di rivelazioni.
In essa si rifugiarono come in sogno
aspettando il mutamento in loro
nuovi esseri nella calda gioia, futuri.”
Ciao… scrivo ancora qui, lasciando liberi altri spazi.
Qui la giornate è pesante e buia. Piove dentro e piove fuori.
Grazie per i versi di “rimando”… però, scusa, perché invece di chiamarlo Novalis hai scritto tutta quella pappardella di nome (Georg Philipp Friedrich Von Hardenberg persino lui sentì l’esigenza di cambiarselo… come Pupo)? E saprai anche a chi sono dedicati quei versi…
Affrontiamo un tema diverso (!)… l’arte. Potrei sbagliarmi… ma secondo me a te dovrebbe piacere tanto, ma tanto tanto, Canova.
Ciao. Baci Cupi(do)
Ciao S.
Tipo….Amore e Psiche e Paolina Borghese?
si…non ti sbagli…sai che amo il nudo….e il bello….
Brutto tempo…..piovoso…..acqua….ovunque.
I versi…sono sempre dedicati a chi li legge, e con quale stato d’animo si leggono….ecco perchè la poesia è universale….come la musica…e come l’arte.
Un bacio fulminante!
Hai ragione “i versi sono dedicati a chi legge”… i quadri sono di chi li guarda, la musica di chi la sente… E’ proprio vero.
Il poeta, il musicista o l’artista danno la vita per tradurre i loro stati d’animo ma poi chi ascolta o vede inevitabilmente li “impolpetta” con i propri… e guai se così non fosse.
Però… il punto di partenza rimane. Ad esempio, la parola “amore” scritta da San Francesco nei suoi versi ha un suono interiore per forza di cose diverso
se quella stessa parola la si trova in una poesia di Prevert.
Oggi come ieri. Se fiorisse il ciliegio che ho davanti a casa sarebbe meglio.
Baci (termo)coperti
Amore….sacro….e amor profano.
E’ questione di spiritualità e…..da chi ci si sente ispirati.
Le mie ispirazioni sono molto terrene…..parto da giù….per arrivare all’ alto….e non viceversa.
E’ inverno….ma come sempre ineluttabilmente….tutto passa….tutto resta.
Baci
D.
Io, invece, tendenzialmente, parto dall’alto per arrivare giù…. voglio infatti vedere se qualcosa ogni tanto combacia, visto che le bollette ancora le pago qui, a livello del mare.
Magari capiterà di trovarci a metà strada… tu che sali io che scendo.
Tutto passa e tutto resta? Allora ho qualche speranza che mi “passino” anche i micidiali mal di testa di cui soffro periodicamente da quando ho memoria… e che “resti” area non edificabile quella di fronte a casa mia.
Dammi qualche speranza… non mi dire che la tua era una considerazione solo filosofica.
Nell’ “Amor sacro e amor profano” di Tiziano hai visto chi c’è in mezzo alle due donne: Cupi(do).
(Forza Roma, forza lupi, son….)
Baci
S.
Buongiorno S.
Se potessi….sarei felice…di poter alimentare speranza…..ti scrivo i versi…che avevo riportato a memoria…..non sono mie considerazioni…ma di Machado….
Tutto passa e tutto resta,
ma il nostro è un solo passare,
passare, tracciando percorsi,
percorsi sul mare.
Non ho mai rincorso la gloria,
né voglio lasciare la mia canzone
nella memoria degli uomini;
io amo i mondi sottili,
senza gravità e gentili,
come bolle di sapone.
Mi piace vederli dipingersi
di sole e di rosso, volare
in basso, nel cielo azzurro, tremare
improvvisamente e svanire..
Non ho mai rincorso la gloria..
:::::::::::::::::::::::::
Viandante, sono le tue orme
il cammino, e nient’altro;
viandante, non esiste una strada,
la strada si crea con l’andare.
Con l’andare si crea il cammino,
e, volgendo lo sguardo indietro,
si vede il sentiero che mai
si dovrà tornare a percorrere.
Viandante, non c’è un cammino,
se non scie nel mare…
…Spero non ti incupisca….ulteriormente!
tanto…tutto passa….
Baci D.
Ciao.
E’ bellissima la poesia che mi hai scritto (e che sono andato a leggermi per intero). Bellissima davvero.
In effetti leggerla non è una “flebo” ricostituente… ma che importa…
Persino Trilussa diventa malinconico quando affronta questi temi. C’è una sua poesia che parla di un orologio a cucù, uno di quelli che mandan fuori l’uccellino (ce l’aveva mia nonna e lo ricordo bene… perché suona anche di notte… Ho dormito due mesi da mia nonna in quarta elementare. Strano che io poi non sia diventato cacciatore) e dice: “Ar monno tutta passa…” (come vedi, quando mi riesce, metto sempre tra le righe qualcosa di Roma).
Anzi adesso vado a rileggermi anche questa, così poi sono a posto.
Baci
Ciao S.
sono contenta che ti piaccia.
Ahahaha…..il cucù….che ridere!!Gli svizzeri…hanno il culto degli orologi….sembra che per loro…il passare del tempo debba essere per forza segnato in maniera invasiva e rumorosa….ricordo certi loro campanili…con delle giostre carillon…..di personaggi grotteschi…e paurosi.Li hai mai visti?
Un bacio.
Che tempo….brrrrutto!
D.
D’altronde… se non hanno il culto per gli orologi gli svizzeri…
In quanto a rumore, avevo un amico che abitava in centro storico, all’ultimo piano. Due terrazze… bellissimo panorama! Bello tutto, tranne i sei campanili che, specie alla domenica, segnalavano (e segnalano) la loro presenza (sorta di “consigli per gli acquisti” …per sottrarre fedeli alla concorrenza). Quelle chiese per lui sono sempre state un “inferno” (se così si può dire). Ricordo anche che a un certo punto aveva scritto delle lettere di protesta, pubblicate da più di un quotidiano.
Sappiamo che il tempo, quello vero, è interiore, l’altro non è che un’utile convenzione. Io, ad esempio, sull’orologio che ho al polso, devo ancora cambiare l’ora. Perché? Non lo so.
Ciao.
Tic toc… tic…. toc… tictoc-tictoc (arit-mia).
Dai, esagero, anche un bacio.
S.
Buongiorno..S.
Vediamo se il terzo tentativo di risposta…va in porto…
Dicevo prima…tanto,tanto..buongiorno…non è!…Qui diluvia,sta buttando tanta di quell’acqua che…..non ne posso più…odio la pioggia…mi intristisce!
Il tempo…ne parlammo,ricordi!…Ne parliamo spesso sia di quello meteo che di quello crono….
Sai..uno ieri in chat…mi ha scritto questa frase….
“Ma questa è un’altra storia”…e mi sei venuto in mente tu…che usi sovente questa espressione…chissà se frequenti…mi domando….e sotto quale nick!Mah…
Un bacio.
D.
No guarda, mi spiace (soprattutto se questo mister x ha lasciato su di te una buona impressione) ma io uso solo la mia “esse” oppure (dato che neppure questa è pura invenzione) il mio nome per intero.
Inoltre, ti confondi forse, perché la frasetta a chiosa “Ma questa è un’altra storia” io credo di non avertela mai scritta… probabile qualche intercalare espressivo simile….
Con “ma questa è un’altra storia” ricordo che qualche anno fa finiva spesso i suoi programmi televisivi Gianni Minoli. Era per caso lui?
Del “tempo” invece sì che ne parlo con una certa frequenza, sempre meno della mia vicina di casa comunque. Anche tu non scherzi… anzi un “tempo” ne parlavi anche di più di adesso, se non ricordo male. Bei tempi… non è detto però che non tornino.
Tutto passa e tutto resta.
Ciao, ispettore Colomba
S…
I Film…..somministrare in tre dosi e assumere lontano dai pasti.
Che ne dici della scelta dei quadri?
Baci D.
Ecco qua, ieri sera sono crollato dal sonno e adesso alle cinque sono già sveglio.
Bene bene…. una volta scelto Sargent è difficile sbagliare quadro, tanto è diabolicamente bravo. Ma come nel caso di Boldini l’unico suo difetto è proprio questo, essere “troppo bravo”. Lui sa di esserlo e di questa dote naturale se ne compiace… spesso rimane “leggero” come un violinista virtuoso insomma, capace di stupire come un trapezista sul filo ma che invece fatica ad andare in profondità (averne comunque… come si dice. Tra l’altro, beato lui, fece una vita straordinaria, sempre in giro per l’Europa – pur essendo americano – in case e in alberghi lussuosisissimi, accompagnato da grande fama e conteso dalla committenza. Mi sembra di ricordare che fece circa quattrocento ritratti).
C’è però un piccolo trabocchetto… le tre riproduzioni qui sopra non sono tutte e tre prese da Sargent, la prima in alto è del nostro De Nittis. Anche questo “nostro” (di Barletta) per modo di dire, perché la sua notorietà se la conquistò a Parigi. Ecco un altro che deve frenare anziché accelerare, tanto è bravo.
Sia Sargent che De Nittis a me piacciono però… Sai, contemporanei a questi c’erano Manet e Monet (per fare due nomi che sembrano Cip e Ciop) ad esempio… altra cosa.
Ciao. E’ un po’ presto, ma adesso mi “colaziono” (è fino alle 5,30 che si può dire “colaziono”?).
Ba(cip) e ba(ciop)
Solo adesso vedo che nella didascalia prima del nome di Sargent c’è anche quello di De Nittis… cancello subito la parola “trabocchetto”.
Ba(cip) e ba(ciop) doppi… offro io.
S.
S.
Io non uso trabocchi….li ritengo da furbetti…e io non lo sono….per fortuna…(e sapevo che non c’era bisogno di scrivere in caratteri cubitali i nomi)
Ho davvero avuto l’imbarazzo della scelta su Sargent(che non conoscevo)ma ho messo due ritratti di fine e inizio secolo, si nota dalla diversità di abbigliamento e anche dai tratti stilistici.Riguardo De Nittis…ecco….di lui ho scelto questo dipinto..perchè mi ha colpito la nitidezza dei particolari,il viso della modella….nonchè la posa e il candore della vestaglia(difficile credo lavorare sui chiaro-scuri usando il bianco).(considerazioni da profana)
Penso….a quante cose riuscirei a fare….se non avessi il vizio del sonno, soffro se non dormo almeno 7-8 ore a notte….
Un bacio.
D.
Non lo avevo certo inteso come un trabocchetto malevolo, quanto piuttosto involontario e simpatico. Comunque, per l’affezionatissimo e gentile pubblico, hai fatto bene a chiarire.
Le tue osservazioni sono pertinentissime… il bianco è difficilissimo da dipingere (lo dicono i pittori, parlando ad esempio di quanto sia difficile dipingere la neve). Io potrei aggiungere che, altrettanto difficile è dipingere di bianco le pareti di casa… se c’è un errore, ancor più che nei quadri, lo vedi subito.
Dormi abitualmente sette ore? Beh… allora, se mai ti capitasse, come a me ieri, di addormentarti alle dieci, anche tu ti alzeresti alle cinque.
Qualche artista che piace a me? Tra quelli a noi ancora vicini? (ne prendo a caso alcuni col retino) Due pittori… Lucian Freud e Afro Basalbella. Due scultori: Arturo Martini e Alberto Giacometti…. no, dai, mettici anche Marino Marini e Fausto Melotti. Ma, ripeto, non è una graduatoria, sono quelli che ho pescato al primo colpo.
Ciao ciao.
S.
ahaha!!

Ora sei con il bollino giallo….!!!!
E’ bene sempre chiarire…..io sono puntualizzatrice nata(ex deformazione professionale)…e il gentile pubblico….(visite notevoli, per Botero….(I’m so sorry)……passa ma non commenta…..e la cosa si fa inquietante…
Non credi?
Cmq, S. il mio blog sta diventando una galleria d’arte con annesso critico(tu)…grazie dell’elenco di nuovi artisti da esporre…valuterò come e quando inserirli, e spero sarai curioso di vedere la scelta delle opere che farò.
In ultimo….se mai mi capitasse….ma la vedo improbabile la cosa, di addormentarmi alle 10…mi alzerei ugualmente alle 8….
Amo la notte, ma gli impegni mi impediscono di far tardi, e detesto il mattino perchè gli impegni mi impediscono di dormire…quindi il problema sono gli impegni…eliminandoli amerei notte e mattina.
Un bacio.
D.
Ciao…
Le persone passano e non commentano e questo ti inquieta? Pensa che molte non passano e commentano lo stesso.
Ad esempio, lo sai che una buona parte delle recensioni che i giornali dedicano alle mostre sono scritte da “critici” (sic) che non si sono mossi da casa, facendosi mandare catalogo e relativi comunicati stampa da scopiazzare?
Altro che sesso virtuale…
Da “Inni alla notte” di Novalis:
“Non più nella luce abitarono gli dei
annunciati dalla sua faccia lucente.
Si avvolsero nel mantello della notte,
grembo immenso, nido di rivelazioni.
In essa si rifugiarono come in sogno
aspettando il mutamento in loro
nuovi esseri nella calda gioia, futuri.”
Baci
Ciao S.
In tutta risposta….Georg Philipp Friedrich Von Hardenberg..
Non vi commuove questo messaggio,
non vi appaga una tale creatura,
e non aprite le vostre porte
a chi per voi chiuse l’abisso?
Non siete disposti a perdere tutto,
liberi e sciolti da ogni desiderio,
per serbare il vostro cuore a lui solo
se vi promette in dono la sua grazia?
D.
Ciao… scrivo ancora qui, lasciando liberi altri spazi.
Qui la giornate è pesante e buia. Piove dentro e piove fuori.
Grazie per i versi di “rimando”… però, scusa, perché invece di chiamarlo Novalis hai scritto tutta quella pappardella di nome (Georg Philipp Friedrich Von Hardenberg persino lui sentì l’esigenza di cambiarselo… come Pupo)? E saprai anche a chi sono dedicati quei versi…
Affrontiamo un tema diverso (!)… l’arte. Potrei sbagliarmi… ma secondo me a te dovrebbe piacere tanto, ma tanto tanto, Canova.
Ciao. Baci Cupi(do)
Ciao S.
Tipo….Amore e Psiche e Paolina Borghese?
si…non ti sbagli…sai che amo il nudo….e il bello….
Brutto tempo…..piovoso…..acqua….ovunque.
I versi…sono sempre dedicati a chi li legge, e con quale stato d’animo si leggono….ecco perchè la poesia è universale….come la musica…e come l’arte.
Un bacio fulminante!
Hai ragione “i versi sono dedicati a chi legge”… i quadri sono di chi li guarda, la musica di chi la sente… E’ proprio vero.
Il poeta, il musicista o l’artista danno la vita per tradurre i loro stati d’animo ma poi chi ascolta o vede inevitabilmente li “impolpetta” con i propri… e guai se così non fosse.
Però… il punto di partenza rimane. Ad esempio, la parola “amore” scritta da San Francesco nei suoi versi ha un suono interiore per forza di cose diverso
se quella stessa parola la si trova in una poesia di Prevert.
Oggi come ieri. Se fiorisse il ciliegio che ho davanti a casa sarebbe meglio.
Baci (termo)coperti
Amore….sacro….e amor profano.
E’ questione di spiritualità e…..da chi ci si sente ispirati.
Le mie ispirazioni sono molto terrene…..parto da giù….per arrivare all’ alto….e non viceversa.
E’ inverno….ma come sempre ineluttabilmente….tutto passa….tutto resta.
Baci
D.
Io, invece, tendenzialmente, parto dall’alto per arrivare giù…. voglio infatti vedere se qualcosa ogni tanto combacia, visto che le bollette ancora le pago qui, a livello del mare.
Magari capiterà di trovarci a metà strada… tu che sali io che scendo.
Tutto passa e tutto resta? Allora ho qualche speranza che mi “passino” anche i micidiali mal di testa di cui soffro periodicamente da quando ho memoria… e che “resti” area non edificabile quella di fronte a casa mia.
Dammi qualche speranza… non mi dire che la tua era una considerazione solo filosofica.
Nell’ “Amor sacro e amor profano” di Tiziano hai visto chi c’è in mezzo alle due donne: Cupi(do).
(Forza Roma, forza lupi, son….)
Baci
S.
Buongiorno S.
Se potessi….sarei felice…di poter alimentare speranza…..ti scrivo i versi…che avevo riportato a memoria…..non sono mie considerazioni…ma di Machado….
Tutto passa e tutto resta,
ma il nostro è un solo passare,
passare, tracciando percorsi,
percorsi sul mare.
Non ho mai rincorso la gloria,
né voglio lasciare la mia canzone
nella memoria degli uomini;
io amo i mondi sottili,
senza gravità e gentili,
come bolle di sapone.
Mi piace vederli dipingersi
di sole e di rosso, volare
in basso, nel cielo azzurro, tremare
improvvisamente e svanire..
Non ho mai rincorso la gloria..
:::::::::::::::::::::::::
Viandante, sono le tue orme
il cammino, e nient’altro;
viandante, non esiste una strada,
la strada si crea con l’andare.
Con l’andare si crea il cammino,
e, volgendo lo sguardo indietro,
si vede il sentiero che mai
si dovrà tornare a percorrere.
Viandante, non c’è un cammino,
se non scie nel mare…
…Spero non ti incupisca….ulteriormente!
tanto…tutto passa….
Baci D.
Ciao.
E’ bellissima la poesia che mi hai scritto (e che sono andato a leggermi per intero). Bellissima davvero.
In effetti leggerla non è una “flebo” ricostituente… ma che importa…
Persino Trilussa diventa malinconico quando affronta questi temi. C’è una sua poesia che parla di un orologio a cucù, uno di quelli che mandan fuori l’uccellino (ce l’aveva mia nonna e lo ricordo bene… perché suona anche di notte… Ho dormito due mesi da mia nonna in quarta elementare. Strano che io poi non sia diventato cacciatore) e dice: “Ar monno tutta passa…” (come vedi, quando mi riesce, metto sempre tra le righe qualcosa di Roma).
Anzi adesso vado a rileggermi anche questa, così poi sono a posto.
Baci
Ciao S.
sono contenta che ti piaccia.
Ahahaha…..il cucù….che ridere!!Gli svizzeri…hanno il culto degli orologi….sembra che per loro…il passare del tempo debba essere per forza segnato in maniera invasiva e rumorosa….ricordo certi loro campanili…con delle giostre carillon…..di personaggi grotteschi…e paurosi.Li hai mai visti?
Un bacio.
Che tempo….brrrrutto!
D.
D’altronde… se non hanno il culto per gli orologi gli svizzeri…
In quanto a rumore, avevo un amico che abitava in centro storico, all’ultimo piano. Due terrazze… bellissimo panorama! Bello tutto, tranne i sei campanili che, specie alla domenica, segnalavano (e segnalano) la loro presenza (sorta di “consigli per gli acquisti” …per sottrarre fedeli alla concorrenza). Quelle chiese per lui sono sempre state un “inferno” (se così si può dire). Ricordo anche che a un certo punto aveva scritto delle lettere di protesta, pubblicate da più di un quotidiano.
Sappiamo che il tempo, quello vero, è interiore, l’altro non è che un’utile convenzione. Io, ad esempio, sull’orologio che ho al polso, devo ancora cambiare l’ora. Perché? Non lo so.
Ciao.
Tic toc… tic…. toc… tictoc-tictoc (arit-mia).
Dai, esagero, anche un bacio.
S.
Buongiorno..S.
Vediamo se il terzo tentativo di risposta…va in porto…
Dicevo prima…tanto,tanto..buongiorno…non è!…Qui diluvia,sta buttando tanta di quell’acqua che…..non ne posso più…odio la pioggia…mi intristisce!
Il tempo…ne parlammo,ricordi!…Ne parliamo spesso sia di quello meteo che di quello crono….
Sai..uno ieri in chat…mi ha scritto questa frase….
“Ma questa è un’altra storia”…e mi sei venuto in mente tu…che usi sovente questa espressione…chissà se frequenti…mi domando….e sotto quale nick!Mah…
Un bacio.
D.
No guarda, mi spiace (soprattutto se questo mister x ha lasciato su di te una buona impressione) ma io uso solo la mia “esse” oppure (dato che neppure questa è pura invenzione) il mio nome per intero.
Inoltre, ti confondi forse, perché la frasetta a chiosa “Ma questa è un’altra storia” io credo di non avertela mai scritta… probabile qualche intercalare espressivo simile….
Con “ma questa è un’altra storia” ricordo che qualche anno fa finiva spesso i suoi programmi televisivi Gianni Minoli. Era per caso lui?
Del “tempo” invece sì che ne parlo con una certa frequenza, sempre meno della mia vicina di casa comunque. Anche tu non scherzi… anzi un “tempo” ne parlavi anche di più di adesso, se non ricordo male. Bei tempi… non è detto però che non tornino.
Tutto passa e tutto resta.
Ciao, ispettore Colomba