Stai davanti a me…

 

Sì, stai davanti a me,
che mai dimentico di te,
pensando a te.

Juan Ramon Jiménez

http://diantha.rivblog.com

Pubblicato in:  on Ottobre 13, 2008 at 2:49 pm Commenti (33)

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33 Commenti Leave a comment.

  1. Carissima Diantha… che belle parole…così semplici eppure così profonde ! Una bella emozione sei…come sempre :-)
    un grande abbraccio e kissss
    tuo willy

  2. Bella la poesia, breve quasi come un aiku giapponese. Probabilmente saprai che Jimènez ne ha scritta una che starebbe benissimo accanto ai versi di Saffo del tuo post precedente. Si intitola “Rampicanti”:

    Sei come il fiore
    del ramo più alto
    del cielo.
    Il tuo profumo viene
    - che buono! – da tanto lontano
    come io reco,
    col ramo più profondo
    della terra, il mio bacio.

    Ciao

  3. S. :-)
    Mi piace Jimènez, tutte le sue poesie sono brevi, questa l’ho scelta perchè trovo meravigliosa la frase….mai dimentico di te…pensando a te.

    E di questa che ne dici?

    Universo
    Il tuo corpo: gelosia del cielo.
    La mia anima: gelosia del mare.
    Altro cielo pensa la mia anima.
    Altro mare sogna il tuo corpo-.

    Non per niente…è premio nobel per la letteratura.
    Ciao Diantha.

  4. Willys!
    Giusto due versi di un premio nobel per la letteratura.
    Leggevo Jimènez a venti anni…poi con il tempo mi sono rovinata! :-)
    Baci!

  5. Amo il cielo e il mare… sono soggetti interpretabili ma in reltà “irritraibili”. E poi, quando si toccano, non si sa bene dove finisca uno e dove inizi l’altro.
    Qui mi fermo.
    Ciao… forse te l’ho già detto (certo che te l’ho gia detto… è che faccio finta di non ricordarmi): continua così.

  6. Ciao S.
    …..solita raccomandazione…. :-)
    Voglio tranquillizzarti :-) …..ho intenzione di continuare così,non per freddo calcolo,ma solo…perchè diversamente(forse dovrei provare?)non mi riesce. :-)
    Tu sei sempre gentile, questa volta ti mando un bacio!
    Ciao D.

  7. Grazie, lo prendo volentieri, anche perché oggi non ho una gran giornata. Ciao (davvero sono sempre stati così i tuoi post?).

  8. Buongiorno S.
    ….beh…guarda,questo blog esiste dal mese di dicembre 2007,se scorri tra i mesi vedrai le mie attività,è vero che c’è stato il periodo giocoso-demenziale finito oramai(mi manca un pò)….e quindi, siccome non c’è più nessuno con cui giocare,in solitaria mi dedico a post un pò + seriosi…… :-)
    due baci.
    D.

  9. Costantino Kavafis

    MARE MATTUTINO

    Fermarmi qui! Mirare anch’io questa natura un poco.
    Del mare mattutino e del limpido cielo
    smaglianti azzurri, e gialla riva: tutto
    s’abbella nella grande luce effusa.
    Fermati qui. Illuso di mirare ciò che vidi davvero l’attimo che ristetti,
    e non le mie fantasie, anche qui,
    le memorie, le forme del piacere

    Ciao

  10. Itaca
    di Konstantinos Kavafis

    Quando ti metterai in viaggio per Itaca
    devi augurarti che la strada sia lunga
    fertile in avventure e in esperienze.
    I Lestrigoni o i Ciclopi
    o la furia di Nettuno non temere:
    non sara’ questo il genere di incontri
    se il pensiero resta alto e un sentimento
    fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
    In Ciclopi o Lestrigoni no certo,
    ne’ nell’irato Nettuno incapperai
    se non li porti dentro
    se l’anima non te li mette contro.

    Devi augurarti che la strada sia lunga,
    che i mattini d’estate siano tanti
    quando nei porti – finalmente e con che gioia -
    toccherai terra tu per la prima volta:
    negli empori fenici indugia e acquista
    madreperle coralli ebano e ambre,
    tutta merce fina, e anche profumi
    penetranti d’ogni sorta, piu’ profumi
    inebrianti che puoi,
    va in molte citta’ egizie
    impara una quantita’ di cose dai dotti.

    Sempre devi avere in mente Itaca –
    Raggiungerla sia il tuo pensiero costante.
    Soprattutto, pero’, non affrettare il viaggio;
    fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
    metta piede sull’isola, tu, ricco
    dei tesori accumulati per strada
    senza aspettarti ricchezze da Itaca.
    Itaca ti ha dato il bel viaggio,
    senza di lei mai ti saresti messo
    in viaggio: che cos’altro ti aspetti?

    E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra’ deluso.
    Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
    gia’ tu avrai capito cio’ che Itaca vuole significare.

    S.
    …….ciò che conta non è la meta ma il viaggio..
    Diantha.

  11. Lo sapevo che me l’avresti mandata.
    Ciao

  12. ;-)
    Buongiorno S!
    Avrei potuto sceglierne un’ altra…..ma questa contiene un messaggio che mi ha sempre fatto riflettere…nell’ Odissea di Omero…Ulisse nel suo viaggio e nei suoi approdi,vive nella nostalgia della sua amata Itaca(preso l’ampio ad ambe le man purpureo manto,Sel trasse in testa, e il nobil volto ascose, vergognando che lagrime i Feaci Vedesserlo stillar sotto le ciglia.(sovente si copriva il capo con il mantello e piangeva)……non riesce a vivere le esperienze perchè proiettato verso un sogno”il ritorno alla sua terra”….ecco, Kavafis..nella sua poesia esprime il contrario…
    Se si pensa SOLO alla meta si perde il viaggio….
    Un bacio.

  13. Passo veloce, ma passo. Lo so che avresti potuto sceglierne un’altra… quella delle “finstre” ad esempio (bellissima! Anche se adesso non ricordo il titolo e non ho tempo per andarmela a cercare)… ma, chissà perché, sapevo che avresti preso dal mazzo questa. Non sono infallibile, la prossima volta sbaglierò.
    Dice bene… il viaggio vale più della meta (naturalmente noi ci intendiamo… che non arrivi qualcuno a farci degli esempi contrari. Si parla di viaggio interiore). L’attesa.
    La meta è comune, ma il viaggio è solo nostro. L’amore, la vita, persino nel sonno c’è l’impronta di quel che siamo. La meta è il risveglio.
    Dai, ti trascrivo una breve poesia di Valerio Magrelli:
    Come aspettare senza pena il sonno/
    tra le lenzuola composte da infinite/
    fibre ed intrecci?/
    Si giace nella rete inestricabile/
    che custodisce dentro alla sua trama/
    la rassegnata effigie del dormiente

    Ciao e grazie

    (ho letto il tuo nuovo post: la faccia… dentro mi sembra di vederci il resto, sedere compreso talvolta)

  14. S.
    Eccola….domani il seguito….mia personale considerazione.

    Le finestre
    In queste tenebrose camere, dove vivo
    giorni grevi, di qua di là m’aggiro
    per trovare finestre (sarà
    scampo se una finestra s’apre). Ma
    finestre non si trovano, o non so
    trovarle. Meglio non trovarle forse.
    Forse sarà la luce altra tortura.
    Chi sa che cose nuove mostrerà.

    D.(ti copio usando solo iniziale) :-)

  15. Perfetto, brava… con me usa solo l’iniziale.
    Notte

  16. Buongiorno S.
    …le finestre,altro messaggio per l’anima..sarà scampo se una finestra si apre…o dannazione?
    ≈ ≈
    Guardi il viso….e il lato b…quello che non ho capito….è… perche solo talvolta?
    Da cosa dipende questa variabile? :-)
    Ciao!
    D.

  17. Era una battuta… per dire che talvolta le persone hanno la faccia come il sedere. Pensavo si capisse…

    Quanto alle finestre (o porte)… siamo proprio certi che la luce vera sia la nostra? Anche qui però vado per rimandi e allusioni (mi raccomando… che non capiti come per il sedere). Due opere d’arte, una rivolta verso la luce: “Donna alla finestra” di Caspar Friedrich, e una ad anticipare il buio: “La porta della notte” di Auguste Rodin.

    Ciao (“il lato b”… robe da matti! Semmai mi fosse capitato di guardare per prima cosa il lato b non era per conoscere ma per “approfittare”).

  18. Guarda che il tono qui sopra era scherzoso… due cose invece non mi fanno per niente ridere: l’uso della lingua italiana nella mia ultima frase, scritta con la pasta sul fuoco (anzi la riscrivo: “Se mai mi fosse capitato di guardare per prima cosa il lato b non è stato per conoscere ma per “approfittare”), e l’immagine di Botero. Artista che detesto profondamente. Anche se capisco che, come nel caso di Fussli, si tratti di una scelta per così dire “editoriale”.

    Ancora ciao.
    S.

  19. :-) :-) :-)
    ….Io non l’avevo capita….(!)
    Forse cucinavi mentre la scrivevi?! ;-)
    Ma che cucini??Ahahaha!! (scherzo).
    Cmq dopo mi guardo i dipinti menzionati,non li conosco…e…inoltre….è vero che ho usato Botero per motivi editoriali….ma siediti…..è meglio….ti confesso che…i suoi dipinti opulenti mi hanno sempre divertito… :-)
    Per finire……la luce arriva sempre da qualche fonte….naturale o artificiale..basta saperla riconoscere…
    Ciao.
    D.

  20. Al parco giochi o alle giostre ci si diverte (solitamente non scrivo mai al computer stando in piedi).
    Per riconoscere qualsiasi cosa occorre conoscere sia la versione “naturale” che quella artificiale”. Ecco perché oggi molto è artificiale… ma dai che lo sai.
    Tregua

  21. Giornata faticosa… artificiale, naturale, minerale… Botero, Depero, Malipiero, Fruttero… Scremato, parzialmente intero. Dolce, severo.
    Meglio come sono o meglio come ero?
    Ciao, un pensiero.
    S. (non preoccuparti, dopo di solito mi passa…. almeno spero)

  22. Ciao S.
    meglio come ti senti di essere.Nessuna forzatura, disinvolto e cool! ;-)
    Tremo…..pensando al prossimo commento….ahahaa!!
    Un bacio.
    D.

  23. Forzature mai. Disinvolto… ogni volta che posso (cioè quasi sempre). Cool? Cool come disinvolto o come calmo o come fresco… oppure ancora sotto al-cool?
    Dai basta con i giochini di parole (che pure adoro). Giornataccia anche oggi, mannaggia. Periodaccio.
    Se trovo un minuto di lucidità “cool” ti scrivo qualcosa sul ‘68.
    Ciao

  24. Ciao S.
    cool come disinvolto!
    Periodo accio per tutti…credo!
    Saluti
    D.

  25. Wislawa Szymborska

    Ad alcuni piace la poesia

    Ad alcuni -
    cioè non a tutti.
    E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
    Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
    e i poeti stessi,
    ce ne saranno forse due su mille.

    Piace -
    ma piace anche la pasta in brodo,
    piacciono i complimenti e il colore azzurro,
    piace una vecchia sciarpa,
    piace averla vinta,
    piace accarezzare un cane.

    La poesia -
    ma cos’è mai la poesia?
    Più d’una risposta incerta
    è stata già data in proposito.
    Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
    Come alla salvezza di un corrimano.

  26. S.Ciao!
    Grazie molto bella!
    ora leggi questa…

    Non respingere i sogni perchè sono sogni.
    di Pedro Salinas

    Non respingere i sogni perché sono sogni.
    Tutti i sogni possono
    essere realtà, se il sogno non finisce.
    La realtà è un sogno. Se sogniamo
    che la pietra è pietra, questo è la pietra.
    Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
    è un sognare, l’acqua, cristallina.
    La realtà traveste il sogno, e dice:

    “Io sono il sole, i cieli, l’amore”.
    Ma mai si dilegua, mai passa,
    se fingiamo di credere che è più che un sogno.
    E viviamo sognandola.
    Sognare
    è il mezzo che l’anima ha
    perché non le fugga mai
    ciò che fuggirebbe se smettessimo
    di sognare che è realtà ciò che non esiste.
    Muore solo
    un amore che ha smesso di essere sognato
    fatto materia e che si cerca sulla terra.

    Buona giornata! ;-)
    D.

  27. Bellissssssimissssima…. cara D.

    Ti mando questa che proprio oggi avevo messo in un cassetto per te, per dartela più avanti… ma tant’è… non c’è malizia da parte mia,
    fa finta che non te l’abbia spedita io ma che ti sia caduta dal cielo. E’ sempre della Szymborska e mi sembra si intitoli “Colpo di fulmine”

    Sono entrambi convinti

    che un sentimento improvviso li unì.

    E’ bella una tale certezza

    ma l’incertezza è più bella.

    Non conoscendosi prima, credono

    che non sia mai successo nulla fra loro.

    Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi

    dove da tempo potevano incrociarsi?

    Vorrei chiedere loro

    se non ricordano -

    una volta un faccia a faccia

    forse in una porta girevole?

    uno “scusi” nella ressa?

    un “ha sbagliato numero” nella cornetta?

    - ma conosco la risposta.

    No, non ricordano.

    Li stupirebbe molto sapere

    che già da parecchio

    il caso stava giocando con loro.

    Non ancora del tutto pronto

    a mutarsi per loro in destino,

    li avvicinava, li allontanava,

    gli tagliava la strada

    e soffocando un risolino

    si scansava con un salto.

    Vi furono segni, segnali,

    che importa se indecifrabili.

    Forse tre anni fa

    o il martedì scorso

    una fogliolina volò via

    da una spalla all’altra?

    Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.

    Chissà, era forse la palla

    tra i cespugli dell’infanzia?

    Vi furono maniglie e campanelli

    in cui anzitempo

    un tocco si posava sopra un tocco.

    Valigie accostate nel deposito bagagli.

    Una notte, forse, lo stesso sogno,

    subito confuso al risveglio.

    Ogni inizio infatti

    è solo un seguito

    e il libro degli eventi

    è sempre aperto a metà

    Ciao (cosa dici… adesso rallentiamo?)

  28. Grazieee S.!!
    Quindi…..io metto la parte finale del V canto dell’Inferno di Dante…..
    Mi sembra consona alla tua richiesta di “rallentare” :-)
    Il prossimo post…per tornare con i piedi per terra…sarà sulla geopolitica!
    Ahahaah…..scherzo!

    ……Noi leggiavamo un giorno per diletto
    di Lancialotto come amor lo strinse;
    soli eravamo e sanza alcun sospetto.
    Per più fiate li occhi ci sospinse
    quella lettura, e scolorocci il viso;
    ma solo un punto fu quel che ci vinse.
    Quando leggemmo il disiato riso
    esser basciato da cotanto amante,
    questi, che mai da me non fia diviso,
    la bocca mi basciò tutto tremante.
    Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
    quel giorno più non vi leggemmo avante”.

    Buona serata! :-)
    D.

  29. Basta… ti prego basta…. l’Inferno di Dante lo so (lo sapevo) quasi a memoria, per una ragione mia che in questo cavolo di elettrodomestico chiamato computer non si può scrivere.
    Grazie… grazie davvero.
    Stasera finalmente piove, farà bene alle mie ortensie, come i tuoi versi a me.
    Notte

  30. Piove ancora… ne approfitto. Voglio sorprenderti con “effetti speciali”: niente po’ po’ di meno che Giovanni Pascoli… “Canti di Castelvecchio” da “Il Poeta solitario”:

    Chi sono? Non chiederlo. Io piango,
    ma di notte, perch’ho vergogna.
    O alato, io qui vivo nel fango.
    Sono un gramo rospo che sogna.

    Ciao. Non bagnarti, non bagnarmi.

  31. Ispirata dalla pioggia e dalle tue parole piene di ortesie! :-)

    LA PIOGGIA NEL PINETO G. D’Annunzio

    Taci. Su le soglie
    del bosco non odo
    parole che dici
    umane; ma odo
    parole più nuove
    che parlano gocciole e foglie
    lontane.
    Ascolta. Piove
    dalle nuvole sparse.
    Piove su le tamerici
    salmastre ed arse,
    piove sui pini
    scagliosi ed irti,
    piove su i mirti
    divini,
    su le ginestre fulgenti
    di fiori accolti,
    su i ginepri folti
    di coccole aulenti,
    piove su i nostri volti
    silvani,
    piove su le nostre mani
    ignude,
    su i nostri vestimenti
    leggeri,
    su i freschi pensieri
    che l’anima schiude
    novella,
    su la favola bella
    che ieri
    t’illuse, che oggi m’illude,
    o Ermione.
    Odi? La pioggia cade
    su la solitaria
    verdura
    con un crepitio che dura
    e varia nell’aria secondo le fronde
    più rade, mmen rade.
    Ascolta. Risponde
    al pianto il canto
    delle cicale
    che il pianto australe
    non impaura,
    né il ciel cinerino.
    E il pino
    ha un suono, e il mirto
    altro suono, e il ginepro
    altro ancora, stromenti
    diversi
    sotto innumerevoli dita.
    E immensi
    noi siam nello spirito
    silvestre,
    d’arborea vita viventi;
    e il tuo volto ebro
    è molle di pioggia
    come una foglia,
    e le tue chiome
    auliscono come
    le chiare ginestre,
    o creatura terrestre
    che hai nome
    Ermione.
    Ascolta, Ascolta. L’accordo
    delle aeree cicale
    a poco a poco
    più sordo
    si fa sotto il pianto
    che cresce;
    ma un canto vi si mesce
    più roco
    che di laggiù sale,
    dall’umida ombra remota.
    Più sordo e più fioco
    s’allenta, si spegne.
    Sola una nota
    ancor trema, si spegne,
    risorge, trema, si spegne.
    Non s’ode su tutta la fronda
    crosciare
    l’argentea pioggia
    che monda,
    il croscio che varia
    secondo la fronda
    più folta, men folta.
    Ascolta.
    La figlia dell’aria
    è muta: ma la figlia
    del limo lontana,
    la rana,
    canta nell’ombra più fonda,
    chi sa dove, chi sa dove!
    E piove su le tue ciglia,
    Ermione.
    Piove su le tue ciglia nere
    sì che par tu pianga
    ma di piacere; non bianca
    ma quasi fatta virente,
    par da scorza tu esca.
    E tutta la vita è in noi fresca
    aulente,
    il cuor nel petto è come pesca
    intatta,
    tra le palpebre gli occhi
    son come polle tra l’erbe,
    i denti negli alveoli
    son come mandorle acerbe.
    E andiam di fratta in fratta,
    or congiunti or disciolti
    (e il verde vigor rude
    ci allaccia i melleoli
    c’intrica i ginocchi)
    chi sa dove, chi sa dove!
    E piove su i nostri volti
    silvani,
    piove su le nostre mani
    ignude,
    su i nostri vestimenti
    leggeri,
    su i freschi pensieri
    che l’anima schiude
    novella,
    su la favola bella
    che ieri
    m’illuse, che oggi t’illude,
    o Ermione.

    Ciao
    D.

  32. Tieniti forte…. si vola:

    Piove
    di Domenico Modugno

    Mille violini suonati dal vento
    Tutti i colori dell’arcobaleno
    Vanno a fermare una pioggia d’argento
    Ma piove, piove sul nostro amor

    Ciao, ciao, bambina, un bacio ancora
    E poi per sempre ti perderò
    Come una fiaba, l’amore passa:
    C’era una volta, poi non c’è più

    Cos’è che trema sul tuo visino
    È pioggia o pianto, dimmi cos’è
    Vorrei trovare parole nuove
    Ma piove, piove sul nostro amor

    Ciao, bambina!
    Ti voglio bene da morire!
    Ciao! Ciao!

    Ciao, ciao, bambina, non ti voltare
    Non posso dirti rimani ancor
    Vorrei trovare parole nuove
    Ma piove, piove sul nostro amor

    Ciao (vietato mettere “Singin’in the rain”)
    Notte
    S.

  33. Sera S!
    Grazie per la canzone….evergreen! :-)
    …….Ho passato tre giorni su un portatile (elettrodomestico come tu lo chiami)per ripulirlo da virus, spywere, dialer, rootkit…..insomma c’era di tutto e di +.
    Domani sicuramente troverò il tempo di scrivere di nuovo sul blog.Ho già l’argomento pronto.
    Ciao D.


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