Memorie di una Geisha

 

Memoirs of a Geisha (2005):

Costretta a lasciare la sua famiglia a soli 9 anni, Chiyo viene venduta a una scuola per geishe di Kyoto, dove è costretta a subire le vessazioni della bellissima Hatsumomo,…una geisha inspiegabilmente gelosa di lei. Retrocessa a serva dopo un tentativo di fuga, la sua vita cambia quando Mameha, una geisha generosa e rivale di Hatsumomo, la prende sotto la sua protezione. Sotto il nome di Sayuri, diventerà una delle geishe più raffinate e ricercate di Kyoto e anche se il suo cuore continuerà a battere per un solo uomo, il Presidente,Sayuri sa che l’unico lusso che una geisha non può permettersi è quello di amare…

“C’è una poesia nel tempio, incisa nella pietra, intitolata “la mancanza”. Ci sono solo tre parole ma il poeta le ha cancellate perchè la mancanza non si può leggere, si può solo avvertire.”

L’arte della geisha

Simbolo della cultura nipponica, la geisha è una donna raffinata e colta che segue un rigido percorso di studi per raggiungere la massima padronanza nelle arti. Considerata a torto una prostituta, la geisha gode del massimo rispetto per le sue supreme doti da intrattenitrice

“…Non è per una geisha desiderare. Non è per una geisha provare sentimenti. La geisha è un’artista del mondo, che fluttua, danza, canta, vi intrattiene. Tutto quello che volete. Il resto è ombra. Il resto è segreto”

‘Geisha’ è l’unione di due kanji che significano “arte” e “persona”: significa quindi “persona esperta nelle belle arti , nelle belle maniere”. Contrariamente a ciò che può pensare l’opinione comune, la geisha non era una prostituta e il sesso non faceva parte del suo mestiere, ma era una professionista nell’arte di intrattenere e allietare noiose cene d’affari, banchetti e feste.L’arte della geisha nasce nel periodo di Tokugawa (1600 -1868 ) in Giappone; in origine era un uomo di piacere, nato per intrattenere uomini d’affari nelle “sale da the’ pubbliche e private”. Ben presto anche le donne comparvero nel mondo Geisha assumendone via via il dominio del nome.La geisha è la donna più affascinante, raffinata e colta di tutto il Giappone. Viene tolta alla sua famiglia in tenera età (in genere intorno ai 9-10 anni) e fatta entrare in una scuola, dove imparerà a curare al meglio il suo aspetto fisico, a vestirsi di kimono in seta, a truccarsi il viso con un pesante cerone bianco, occhi marcati di nero e bocca rossissima, fino a rendersi quasi una maschera sotto la pesante acconciatura.Imparerà quindi a muoversi con grazia ed eleganza, a servire da bere in modo raffinato, a conversare con intelligenza, a calibrare ogni minimo gesto per renderlo maggiormente elegante. La sua estetica deve rappresentare al tempo stesso la fragilità della carne e la forza dello spirito: quando lavora controlla tutto il suo essere, in ogni gesto, parvenza, emozione; perfino la modulazione del respiro, ora leggero, lieve, ora vivo, affannoso, seppure impercettibile. La sua figura deve essere snella e slanciata, così come il suo volto deve apparire pallido. La sua voce deve avere un tono particolarissimo e raffinato, adattato perfettamente ad ogni scopo e circostanza. I suoi capelli, di color corvino, sono sempre raccolti, come a forma di nido. E ai piedi solo delle calze di seta, chiamate “tabi”, deve indossarle sempre, anche d’estate, per esprimere la sensualità di un corpo che si nasconde interamente sotto il kimono.Anche per distinguersi dalla prostituta, la geisha indossa sempre kimono dai colori tenui, poco appariscenti, possibilmente tono su tono, e comunque in sintonia con le stagioni. Il colletto del kimono, dietro, è sempre posizionato in modo da lasciar scoperta la nuca: un modo molto sensuale per lasciar scorrere l’immaginazione del cliente.

La parola “geisha” significa “artista”, ed essere geisha vuol dire essere valutata come un’opera d’arte in movimento.

Pubblicato in:  on Maggio 31, 2008 at 1:13 pm Commenti (6)

V per Vendetta…..

 

Il rancore

Rancore, risentimento, amarezza, delusione, sono tutti sentimenti che provocano la Vendetta.In alcuni momenti, sembra addirittura necessaria.Solo per una soddisfazione personale, per ripicca, per il desiderio di rivalsa o di rivincita contro qualcuno; solo perchè, una certa persona, ci ha trattato male, ci ha traditi, ci ha umiliati, ci ha offesi.E allora stiamo là, a rimuginare sul dolore che ci ha provocato, sulla delusione per una fiducia mal riposta e pensiamo che per guarire da questo dolore ci sia solo un modo: la Vendetta!Congetture su congetture, fino ad arrivare al momento giusto.Alla fine si arriva a progettare una qualsiasi situazione che possa umiliare la persona che ci ha leso l’orgoglio, che ci ha traditi, che ci ha fatto star tanto male.All’inizio arriva il dolore. Forte, acuto, opprimente.La delusione per esserti fidata di una persona che ritenevi diversa, degna della tua fiducia, del tuo amore, delle tue confidenze.Il rancore per il dolore che ti ha provocato.L’odio per quello che ti ha fatto.Poi vuoi Vendetta. E inizi a progettarla, a studiarla, a ideare una qualsiasi situazione che possa rendere pan per focaccia. E stai là, giorno dopo giorno, a rimuginare su tutto, a discuterne in continuazione.

In quel momento, credi solo che la Vendetta sia il modo migliore per ottenere un qualsiasi tipo di Giustizia, che alla fine ci si possa ritenere soddisfatti, appagati, felici.Ma se invece dopo che si  progetta tutto nei minimi dettagli, si umilia la persona cattiva, questa non recepisce il messaggio?Se addirittura diventa lei la vittima? Ci si rivolta tutto contro, e diventiamo noi i cattivi, agli occhi di altre persone esterne ai fatti?Allora ne è valsa la pena?Ed è convenuto vendicarsi?Non era meglio lasciar stare?Forse, era meglio ignorarla, per non farle recepire il dolore che ci ha inflitto.Forse, bastava comportarsi con educazione e freddezza, senza darle troppa importanza.Chissà?

Parte Psicologica

Del rancore molto si sa, spesso in maniera inconsapevole, poichè lo si vive, ma poco s’è scritto.Si tratta di un sentimento legato alla sfera di quelle che vengono definite le rabbie croniche, come la lamentosità o il mugugno. La differenza è che il rancore tende a mantenersi nel tempo (mentre il risentimento,è passeggero),e soprattutto che è legato a progetti di vendetta. È un sentimento cronico, acre, inacidito, proprio come un alimento dimenticato in dispensa.

Un sentimento, potremmo dire, rovinato.È come prendere un veleno e aspettare che l’altro muoia. Sentimento penoso per chi lo prova, e devastante, sia per il rancoroso sia per l’oggetto del rancore, che può andare incontro a vendette terribili.A differenza del risentimento, il rancore si muove sui pensieri cosiddetti controfattuali: pensieri contro il fatto, contrari all’accaduto (come sarebbe andata se io avessi fatto o non avessi fatto…). Pensieri che rischiano di portare la vittima di una violenza o di un abuso in un circolo vischioso e vizioso, che può esitare in una ristrutturazione regressiva dell’identità (l’identificazione con il ruolo della vittima) o verso la vendetta.

D’altronde, come sempre, è anche un problema di quantità. Se non eccessivo, il rancore può guidare verso l’elaborazione del danno subito e verso una nuova consapevolezza di sè, come ogni forma di sofferenza. Rispetto ad altre forme del dolore, però, il rancore ha il vantaggio/svantaggio di proporci un bersaglio: colui o colei da cui ci siamo sentiti offesi o feriti. Ci pone dunque di fronte a una scelta di non poco conto, quella tra la vendetta e il perdono, che sta alla base di una possibile antropologia della cultura.

Grazie.Diantha 

 

Pubblicato in:  on Maggio 27, 2008 at 7:17 pm Commenti (19)

Buon Fine Settimana a tutti.

Ricorda sempre che sei unico, esattamente come tutti gli altri.

Pubblicato in:  on Maggio 24, 2008 at 10:16 am Commenti (5)

Solo il tempo…..

 

A moment lost,Forever gone,Can never be again.

Only Time

Pubblicato in:  on Maggio 22, 2008 at 9:31 pm Commenti (5)

Don Kikkoh Corpitone and….

 

 Dianthuzza Bedda          Don Kikkoh Corpitone

  Willy Manolesta             Il tenente Pal7600      

                                          

Chicago 1930: La Storia.

In pieno proibizionismo,Don Kikkoh con il suo fido picciotto Willy manolesta,mettono su un’organizzazione monopolizzando e controllando il commercio di alcool. Con il contrabbando da lì a poco e con il potere raggiunto a Little Rivitaly Don Corpitone si dedica ad un’altra attività altrettanto redditizia,il gioco d’azzardo nei casinò e nei club,soldi potere e…donne.Le donne…si….una sua debolezza,qui entra in scena Dianthuzza Bedda una starlet strip tease che si esibisce nel RivCotton Club e che ammalia e seduce il Boss..ma non solo….lui…..

Continua…….

 

Pubblicato in:  on Maggio 12, 2008 at 8:57 pm Commenti (43)
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Più delle parole…

 

Dire ti amo,non sono le parole che vorrei sentire da te,non è che voglio che tu non le dica, ma se solo sapessi come sarebbe facile mostrarmi cosa provi,più delle parole è quanto devi fare per renderlo reale.Così non dovrai dirmi che mi ami.Perché lo saprei già .

 

Pubblicato in:  on Maggio 11, 2008 at 10:25 am Commenti (10)

How To Save A Life

How To Save A Life (Mark Pellington Version) by The Fray

dove ho sbagliato? Ho perso un amico da qualche parte, nell’amarezzae sarei rimasto in piedi con te tutta la notte se avessi saputo come salvare una vita

Pubblicato in:  on Maggio 9, 2008 at 4:55 pm Commenti (6)

Questo mondo virtuale……

Forse…non tutti sanno che….per netiquette si intendono alcune regole di educazione che si dovrebbero conoscere ed utilizzare mentre si naviga su internet: essendo una società virtuale ci sono regole di comportamento proprio come per la società in cui interagiamo nella vita reale.E’ importante rispettarle perchè, se spesso nella vita reale le cose possono essere interpretate, spiegate a voce e di persona, su internet c’è un’ostacolo in più: gli utenti non si vedono, non ci sono espressioni se non quelle scritte, manca il contatto umano. E’ quindi doveroso avere ancora più tatto, per non essere fraintesi o sembrare maleducati.

La netiquette generica si arrichisce poi di alcuni punti quando si parla di blog. Il blog molto spesso è uno strumento estremamente personale ed è quindi giusto rispettarlo come si rispetterebbe il suo autore.

Regole Generiche Appena entri in un forum, una chat o una community è bene leggere i messaggi che vi circolano: così potrai renderti conto dell’argomento, del modo con cui lo si tratta, dei temi già trattati.Evita di scrivere in caratteri maiuscoli: equivale ad URLARE e così viene inteso dagli utenti.Evita di scrivere lo stesso messaggio in più luoghi (forum, email, chat, commenti). Questo equivale al cosiddetto crossposting.Evita in luoghi pubblici (forum, chat, community) polemiche e questioni personali, rispetta le idee altrui, le religioni e razze diverse dalla tua, non bestemmiare né insultare altri utenti. Evita SEMPRE il turpiloquio, non ricorrere a censure superflue. Evita di giudicare le persone, specie se non le conosci.Ognuno si senta libero di esprimere le proprie idee, nei limiti dell’educazione e del rispetto altrui: ben vengano le discussioni vivaci ed animate, ma senza trascendere i suddetti limiti!Non inviare messaggi pubblicitari, catene di Sant’Antonio o comunicazioni che non siano state sollecitate in modo esplicito.E’ severamente vietato rendere pubbliche le conversazioni private (MP, ICQ, mail, etc..) senza il consenso dei diretti interessati.Non essere intollerante con chi commette errori sintattici o grammaticali. Chi scrive, è comunque tenuto a migliorare il proprio linguaggio in modo da risultare comprensibile alla collettività.Usa le faccine per esprimere gli umori: quando dici qualcosa di sarcastico o scherzoso, è l’unico modo per comunicare all’interlocutore che non fai sul serio! Ma non abusarne: l’uso di troppe o inopportune faccine non è ben accetto. Regole per i Blog

Rispetta tutte le regole generali.Quando commenti su un blog, sii pertinente al post che stai commentando.

Se vuoi linkare un blog, non pretendere lo scambio link: non è una cosa dovuta e sarebbe opportuno linkare solo blog che si leggono e si apprezzano.Non pretendere che tutti i tuoi commenti o le tue email abbiano una risposta. A volte gli autori sono sommersi di email dai propri lettori e spesso il tempo da dedicare ad ognuno è molto poco.Non inviare commenti o messaggi privati solo per far conoscere il tuo blog.Non essere offensivo nei commenti e sii molto rispettoso sopratutto in caso di un blog personale.Non citare o copiare i post di altri blog senza aver prima richiesto il consenso all’autore.Se stai creando un template o ne hai scaricato uno gratuito da un sito, controlla sempre che non ci sia il copyright sulle immagini.

Onde evitare fraintendimenti…….tutto ciò che ho riportanto non sono altro che “norme e etica di buon uso dei servizi di rete nati nel ‘95 e codificate in linee di comportamento suggerite per la buona convivenza in rete.”

http://www.rfc.altervista.org/rfctradotte/rfc1855_tradotta.txt 

Pubblicato in:  on Maggio 6, 2008 at 4:09 pm Commenti (10)

Hate it or love it….per Marcantonio…perchè…

Pubblicato in:  on Maggio 5, 2008 at 2:45 pm Commenti (3)

Believe……..

Believe by: The Chemical Brothers

       Buongiorno a tutti & tutte!Diantha        

Pubblicato in:  on Maggio 4, 2008 at 11:54 am Commenti (3)
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